BENVENUTI: perchè questo blog?

Il primo post, è d'obbligo, per accogliere...
Innanzitutto preciso che il "parent alert" è solo una misura precauzionale: nel blog potrei pubblicare anche immagini "forti", e preferisco NON siano disponibili a chiunque.
Mi sono sempre considerato attento alla sicurezza stradale, certo con i miei limiti, ed ho sempre desiderato fare qualcosa per portare il mio contributo. Mosso da questo spirito, nel 1994, iniziai l'esperienza del volontariato presso il Soccorso Pubblico: avevo 23 anni e tanto entusiasmo! Ricordo che dotai la mia auto di una borsa con diverso materiale per medicazione, acquistai un giubbetto catarifrangente e addirittura un lampeggiatore arancio(per segnalare l'ingombro, non certo per andarci in giro!): sulla strada che percorrevo quotidianamente per lavoro, v'era una rotonda davvero micidiale, e mi fermavo per prestare soccorso sempre, spesso per primo... fu anche per quello che acquistai il mio primo cellulare. Il destino, poi, volle che la strada si prendesse proprio mio fratello: il 28 agosto 2000 [ http://speriamchemelacavo.blogspot.com/2008/08/un-colpo-di-sonno.html ].
Ma tutto questo viene dopo... Eh già, perchè la sicurezza stradale NON è soccorrere gli infortunati, ma evitare che si infortunino, che diamine!
Preciso subito che non sono un tecnico o un esperto della materia, mi considero un "mezzo". Qui riporterò consigli frutto della mia esperienza, certo, ma soprattutto voci autorevoli ed alcune riflessioni: non ho la pretesa di insegnare a guidare, ma l'intento di proporre un modo diverso di rapportarsi con la strada.
E il nome? Ah, sì, il nome... il nome del mio blog è il primo spunto di riflessione che vi offro: la sicurezza stradale ci riguarda in prima persona, non tocca solo agli "altri"... guai chi sia convinto che la cosa non lo riguardi (un colpo di sonno, la perdita di controllo, un bambino che attraversa all'improvviso...)
Benvenuti, allora.


sabato 20 settembre 2008

Giusto un caffè prima di schiantarsi...

Quante volte vi è capitato? Siete in viaggio, poco conta da dove per dove… soprattutto di notte, vi accorgete che le forze vengono un po’ meno. La prima cosa che si pensa, in questi casi, è un bel caffé: se siete in autostrada basta resistere un po’, e si arriverà ad un autogrill che vi potrà somministrare la salvifica bevanda. “Vai in un bar: un caffé! Lo pigli e te ne vai!” recitava Bisio in quel capolavoro che è “Mediterraneo” di Salvatores.
Ecco, attenzione: specialmente se siete abituali consumatori di caffé, avete appena appeso la famosa spada sul vostro capo. Infatti il caffé non vi sveglierà realmente, piuttosto vi impedirà di addormentarvi. Qual è la differenza? La differenza è che se si può dormire ci si riposa e si riprende il viaggio; ma se non si può dormire e, per giunta, ci si crede svegli, si abbassa il livello di guardia, ed il colpo si sonno è dietro l’angolo! Già, infatti fino a poco prima eravamo preoccupati del rischio di addormentarci al volante, preoccupazione che accantoniamo nel momento stesso in cui beviamo il caffé: ma il caffé non può sostituire il riposo, necessario al nostro organismo per affrontare quella cosa delicatissima che è guidare un veicolo su strada!!!
Ancora una volta vi invito a mettere da parte le esibizioni virili (puerili) di resistenza, e pensare con la testa, “da adulti”, al rischio che si può correre. Il colpo di sonno è un terribile nemico, mio fratello diceva “è peggio di una gomma squarciata: se squarci una gomma tieni il volante con tutte le tue forze, provi ad accostare e fermare l’auto, puoi ridurre i danni. Ma se ti addormenti l’auto può andare ovunque: fuori strada, contromano… e potresti passare direttamente dal sonno alla morte senza poter far nulla”. Se solo avesse saputo di parlare di sé…

Cosa vi consiglio? Innanzitutto PREVENZIONE. Cerchiamo di non metterci al volante stanchi, specialmente per viaggi lunghi. Meglio essere previdenti anche a tavola, in previsione di viaggi da affrontare: limitate l’alcool o, meglio, escludetelo del tutto; scegliete un menù leggero che non richieda troppe risorse per la digestione, attenzione anche al freddo (che può portare all’indigestione) o al troppo caldo. Regolate, quindi, il vestiario (soprattutto se viaggiate in moto) e le impostazioni di climatizzazione dei veicoli chiusi: mai aria troppo fredda o troppo calda, e assicuratevi un ricambio d’aria. Se avete la radio, cercate programmi stimolanti, se avete passeggeri invitateli a tenervi svegli parlando. Se con voi viaggia qualcuno che possa darvi il cambio non esitate nemmeno un istante.
Se, nonostante le vostre attenzioni, si dovessero avvertire i sintomi della sonnolenza, cercate un approdo (l’ideale è una stazione di rifornimento con bar aperto) dove fermarvi a riposare: possono bastare 10-15 minuti! Dopo il riposo una bella sciacquata di faccia e ora sì: un caffé (meglio se accompagnato da una merenda energetica).
Ora che avete spezzato il sonno, rimettetevi in viaggio serenamente.
Mi raccomando: non esitate, non confidate nella poca strada che possa mancare al compimento del viaggio. Il colpo di sonno è vile, giunge alle spalle e colpisce proprio chi più vuol resistergli.

lunedì 15 settembre 2008

Incidente stradale a Bedizzole: due giovani vite stroncate

Non voglio trasformare il blog in una inutile, monotona e fredda rassegna stampa: mi piacerebbe, però, mettere in evidenza alcune notizie, per rifletterci e/o commentarle.

Stamane, a pochi km da dove vivo, un giovane agente della Polstrada ed una ragazza 21enne, hanno trovato la morte in un incidente stradale.
Mi colpisce e mi sento vicino alle famiglie delle due vittime: un po’ perché è avvenuto qui vicino, un po’ perché la ragazza era molto molto giovane, un po’ perché l’ag. Fabio Sassi aveva l’età di mio fratello (34anni) e perché ho molto rispetto verso la Polizia, e per il servizio che svolge per la Comunità.
Questa mattina una ragazza con tutta la vita davanti, è morta. Questa mattina, mentre noi magari dormivano tranquilli, un uomo è morto mentre andava a lavorare… a me queste cose toccano.
Se davvero ci fermassimo a riflettere su queste tragedie, impugneremmo il volante con uno spirito diverso: ma cosa aspettiamo?
Ciao Fabio, grazie per il servizo che hai reso alla Comunità. Ciao Giulia, perdonaci se non ti abbiamo saputa proteggere.

mercoledì 10 settembre 2008

C'è davvero mancato poco.

Ogni tanto vi parlerò, -a titolo esemplificativo-, di episodi di cronaca o di interventi di soccorso realizzati. Nulla come la quotidianità, può dare il polso di certi pericoli.

E’ notte, due (belle) ragazze percorrono una superstrada a velocità sostenuta (la massima consentita in quel tratto), quando un randagio attraversa loro la carreggiata: la brusca manovra per evitarlo fa imbarcare l’auto, che si intraversa e rovescia strisciando per diverse decine di metri e si ferma sotto un ponte, ruote all’aria: sono prontissime, sgusciano all’esterno e si allontanano, mentre l’auto prende fuoco. Al nostro arrivo le fiamme altissime hanno avvolto completamente l’auto, e la stanno letteralmente divorando.
Ad una decina di metri dall’incidente sono ferme altre auto, non coinvolte, con gli occupanti in piedi accanto, intenti a filmare l’incendio. Una scena simile si ripete sull’altra corsia dove, per giunta, si ferma a curiosare anche un TIR (nonostante i nostri cenni per proseguire!), che riuscirà così ad intralciare anche i VVFF.

Alcune considerazioni, allora.
La causa scatenante di questi incidenti è, con ogni probabilità, la manovra brusca eseguita dalla giovanissima automobilista, che ha così perso il controllo dell’auto. Non viaggiate al limite delle vostre capacità, e cercate di evitare busche manovre: piuttosto una frenata d’emergenza tenendo dritto il volante. In un caso come questo, per giunta, con tutto l’amore per le piccole creature, tenete conto che potreste causare un incidente con conseguenze gravi… quindi, piuttosto, frenate e non sterzate bruscamente: pazienza per il piccolo randagio.
I curiosi, vil razza dannata. Non si rendono conto di essere totalmente inutili e, per giunta, d’intralcio. Dove il normale proseguimento del viaggio sia impedito dal sito dell’incidente (come in questo caso) i veicoli devono essere tenuti accostati al bordo destro della carreggiata, assolutamente con gli hazard in azione, più le luci di posizione dopo il tramonto, più i retronebbia dove necessario (presenza di nebbia, fumo, forte polvere). Se v’è spazio oltre il guardrail, abbandonate il veicolo e ponetevi al sicuro: eventuali veicoli sopraggiungenti potrebbero investire ciò, o chi, è sulla carreggiata; se non v’è la possibilità di porsi fuori dalla carreggiata, rimanete a bordo dei vostri veicoli.
Lasciate perdere foto o filmati con videofonini et simila: la cosa è talmente stupida, che si commenta da sé (l’altra notte v’erano una decina di intelligentoni, naturalmente senza giubbino catarifrangente, che se ne stavano bellamente in mezzo alla strada e alle scatole, a fare filmati… alcuni addirittura sopra il cavalcavia. Inutile ogni appello ad un comportamento meno cretino).
Se non siete sanitari o volontari del Soccorso Pubblico, non impicciatevi della manovre compiute dal personale che interviene: create solo confusione, impedendo o inficiando il soccorso alle persone coinvolte. Non fatevi illusioni, non ci sarà sul giornale l’articolo che vi elogia, e non prenderete la medaglia dal Presidente della Repubblica per aver salvato il mondo. Se volete far qualcosa, occupate vi della vostra sicurezza (via dalla strada, gilet alta visibilità, luci accese): se avete accesso ai feriti, fateli sedere se in piedi, non muoveteli se a terra, non somministrate NULLA, MAI! (non devono bere né mangiare: in caso di sete, bagnate le labbra con un panno pulito umido d’acqua).
Non somministrate NULLA, MAI!.

Se l’incidente non è sulla vostra carreggiata, o se comunque non intralcia la marcia, proseguite! Naturalmente, se i feriti sono soli, fermatevi per appurare le condizioni ed eventualmente allertare i soccorsi. Mi raccomando: veicoli e persone visibili e fuori dalle scatole. Se vi sono già i soccorsi, proseguite! Obbedite alle loro indicazioni.

Il grandissimo imbecille col TIR: nonostante i nostri cenni si è voluto fermare. Oh, sicuro, lui ha accostato, ma quel coso è grosso. Per giunta noi già vedevamo i Vigili del Fuoco sopraggiungere, ed infatti è ripartito proprio mentre i VVFF gli arrivavano sotto, col risultato di costringerli ad una frenata brusca, col rischio di causare un tamponamento ed il rovesciamento dell’autobotte. L’incidente non era nemmeno sulla sua corsia: avrebbe potuto tranquillamente tirare dritto: un imbecille enorme.

Il bilancio dell’altra notte.
Se si esclude l’auto incenerita, ed il randagio comunque travolto ed ucciso (R.I.P., ma che ci volete fare…) il bilancio è buono: un enorme spavento, ma solo botte e graffi di entità insignificante. Dico sul serio, ci si rovina di più cadendo in bicicletta, o trinciando distrattamente il pollo. Alla faccia di chi dubita dell'utilità delle cinture...

Ho volutamente evitato riferimenti precisi: se qualcuno si riconosce in questo racconto può essere:
- una delle pazienti: tutto bene? Lo sapete, perché ve l’ho detto: avete avuto molta molta fortuna.
- uno dei curiosi (TIR compreso): vergognatevi.

mercoledì 3 settembre 2008

"Manutenzione" fa rima con "prevenzione": la nostra macchina

Cominciamo a parlare anche dell’elemento “macchina”.
La macchina che ci troviamo a condurre (sia una bicicletta o un TIR) non rimane immutata nel tempo: l’usura, o i guasti accidentali, o i sinistri, portano l’intera macchina a guastarsi e ad essere via via meno sicura se non addirittura pericolosa.
Il consiglio che do è quello di effettuare dei controlli mensili, o almeno ogni 1500-2000km (naturalmente dipende dall’uso che si fa del mezzo). Controlliamo:
- la pressione delle gomme (a freddo, e secondo i parametri indicati dal costruttore. Ricordiamoci la ruota di scorta);
- lo stato del battistrada (a norma almeno 1,6 mm per le auto);
- l’efficacia delle luci obbligatorie (anche quelle che apparirebbero superflue: io provo i fendinebbia anche d’estate);
- la pulizia di fari, specchietti e vetri se presenti (interno ed esterno);
- l’efficacia di eventuali lava/tergicristalli e la disponibilità di lavavetri nell’apposito serbatoio.

Può sembrare superfluo: ma rinvenire una luce inefficace, quindi sostituirla, ci permette di evitare la pericolosa esperienza di circolare “alla cieca”; anche la condizione dei pneumatici (compresa la ruota di scorta!) è un parametro che incide sulla sicurezza del nostro veicolo… la momento opportuno, con dei pneumatici in ordine, correggere una traiettoria o effettuare una vera e propria manovra d’emergenza avrà molte più possibilità di riuscita.

Vi consiglio caldamente:
- preparate un fustino, con disciolto un cucchiaio da minestra di detersivo per piatti in 5 litri d’acqua: il forte potere sgrassante di questa economica miscela la rende ottima per il serbatoio del lavavetri (sui nostri vetri si deposita lo smog). Realizzando la miscela a sé, eviterete di arrivare a concentrazioni inefficaci o problematiche (troppo detersivo rende i vetri meno trasparenti);
- procuratevi della cera liquida al silicone e stendetela almeno sul parabrezza: l’efficacia del tergicristallo sarà quintuplicata!
- Tenetevi in auto un piccolo nebulizzatore e del panno carta, per pulire i vetri anche “on the road” quando necessario. L’ideale sarebbe trovare posto anche per il nebulizzatore della cera (può capitare di essere sorpresi da una pioggia sottile, dopo molto tempo che non piove: questa precipitazione trascina sui nostri vetri enormi quantità di sporcizia, unta e bisunta -smog- che va rimossa con olio di gomito);
- Per i motociclisti: tenete con coi una confezione di panni per la visiera; ma prima di mettervi in viaggio trattate la stessa con la cera liquida: i moscerini attaccheranno molto meno;
- Se non li avete ancora, installate o fate installare dei fendinebbia;
- Io ho dotato le mie auto di un giubbetto catarifrangente per ciascun potenziale passeggero: visto ami che debbo abbandonarla per un guasto.
- Istallate tergicristalli dotati di apposite appendici aerodinamiche (spoilers): hanno il compito di tenere la spazzola bene adesa al vetro per una miglior pulizia;
- Rispettate scrupolosamente le scadenze della manutenzione ordinaria, così come indicate da ciascun costruttore, e approfittate del controllo periodico per verificare anche i livelli: ridurrete così il rischio di guasti, e con essi il rischio di rimanere bloccati in mezzo alla strada, facili cause di incidenti (con conseguenze facilmente immaginabili se scendete da bordo)
Paperino (no, non è che mi telefona Donald Duck, insomma è una storia lunga...) mi suggerisce:
- detersivo piatti: potrebbe danneggiare le vernici, soprattutto se metallizzate. Vedrò di informarmi meglio, e vi farò sapere;
- molte importante pulire anche l'interno dei vetri. Certo, lo abbiamo detto: ma magari passa inosservato. I vetri hanno due superfici e, per una legge della fisica ignota solo a Superman ed i Fantastici 4, le superfici debbono essere entrambe trasparenti sennò pare che siamo punto e a capo. In particolare se si fuma a bordo, il fumo si deposita sull'interno dei vetri creando un simpatico effetto "concerto Bob Marley".
Una pagina di quotidiano, inumidita con acqua, e tutto splenderà, aggiungo io.

Bene: posso ribadire l’efficacia del sistema, ma sottolineo l’importanza di non raggiungere soluzioni troppo concentrate: quindi preparate la miscela a parte, e non mettete più di un cucchiaio da minestra di detersivo in 5 litri d’acqua distillata.

Gli stupefacenti MAI!

Non voglio apparire intransigente: voglio essere sicuro d’esser tale!
Abbiamo detto quanto sia importante, alla guida, disporre delle proprie facoltà. Ebbene, se possiamo comprendere l’uso moderato di alcol (componente dei pasti), se possiamo fare appelli per “bere responsabilmente”, per gli stupefacenti il discorso è molto diverso: ZERO!
Certo, è un discorso che può sembrare fatto al vento… chi cade nella spirale della droga ha problemi diversi, preoccupazioni più grandi… ma per favore!
Innanzi tutto voglio essere ben chiaro, il tossicodipendente non è solo il tizio sciancato che si inietta eroina nelle vene… è tossicomane anche chi fuma uno spinello, anche chi sniffa cocaina “per stare su” e anche chi cala una pasticca per sballare in discoteca. Questa gente, che magari schifa a leggermi, può pure andare su un altro blog: io preferisco rivolgermi ai loro “potenziali passeggeri”. Non accettate di essere accompagnati da chi faccia uso di sostanze, non accettate di provare sostanze se poi dovete guidare, non affidate la vostra auto a queste persone.
Pensateci bene: guidare un veicolo non è un gioco da ragazzi: si deve tener conto della strada, delle condizioni meteo, della velocità per impostare la curva o effettuare una frenata, della presenza di altri veicoli dietro o davanti a noi: tutto questo, sotto l’effetto degli stupefacenti, può diventare molto difficoltoso.
Molto difficoltoso.
“Molto difficoltoso”, su un veicolo in movimento, si traduce: “probabile incidente”! E l’incidente può essere una uscita di strada, ma anche la collisione con altri… altri che non hanno nulla a che vedere con l’idiozia di chi si mette al volante sotto l’effetto di droga.
Magari nel contesto si legge male, quindi lo ripeto qui: ho proprio detto “idiozia”.

Piccolo paragrafo sulla buonafede.
Attenzione ad eventuali terapie, che possano influire sullo stato di veglia: leggete bene i foglietti illustrativi, cercate di evitare connubi farmaco+guida, o almeno compensate con riposi adeguati, eliminazione dell’alcol etc etc

lunedì 1 settembre 2008

L'alcol è il tuo peggior passeggero

L’alcol è un nemico subdolo, una vera insidia che, per certi versi, è peggiore degli stupefacenti. Se, infatti, gli stupefacenti sono spesso universalmente temuti, l’alcol è molto più spesso preso sottogamba! Riflettiamoci: chi di noi si accetterebbe un passaggio da una persona che ha appena assunto dell’eroina? Eppure, dopo la cena con i coscritti oppure un matrimonio, ci mettiamo al volante o ci sediamo accanto a chi ha bevuto vino al pasto, spumante, il caffé corretto e magari pure l’amaro!
“ma ce ne vuole, ancora, per essere ubriaco!” eccolo qui l’atteggiamento traditore: credere che, finchè si è in grado di stare in piedi e non si vede doppio, si possa condurre un veicolo tranquillamente. Questa leggerezza è forse peggiore dello stato di ebbrezza in sé: già, perché ritenersi perfettamente in grado di affrontare la situazione, porta ad abbassare il livello di guardia… livello che, di sicuro, è già almeno in parte compromesso.

Sto esagerando? Cosa ho in mente, una crociata contro l’alcol? Ma no, ma no! Dati oggettivi!!!
Date un’occhiata qui: www.aci.it/index.php?id=314
Con un tasso alcolico del 0,2% già subentra la difficoltà di suddividere l’attenzione tra due o più fonti: detto in moneta, si rischia di non saper valutare il comportamento di altri veicoli, soprattutto se sono più di uno… e se in macchina c’è un passeggero con cui stiamo dialogando? Basta poco, valutiamo erroneamente la distanza si una moto e attraversiamo l’incrocio a cuor sereno: secondo la stima che abbiamo fatto, competeremo la manovra senza che l’atro debba nemmeno rallentare, ma lo stridere delle gomme e un tonfo sordo nella nostra fiancata ci annunciano che è accaduto il peggio.
Il limite per poter condurre un veicolo è fissato, in Italia, a 0,5g/l: la soglia oltre la quale –ad esempio- si restringe il campo visivo laterale… è per quello che gli ubriachi investono facilemente pedoni, ciclisti e motociclisti, o invadono la corsia opposta, svoltano senza avvedersi di veicoli che sopraggiungono etc etc. (per dare un'idea: un uomo di circa 75kg, supera il limite di 0,5g/l bevendo un paio di bicchieri di vino da tavola o un paio birre medie... http://www.bevidimeno.com/etilometro/etilometro_tempi.asp)

L’alcol è diffusissimo nella cultura occidentale, sotto ogni forma: che sia il bicchiere di vino al pasto, il goccio di grappa nel caffé o l’assaggio di limoncello a fine cena. Tutti comportamenti legittimi, e ci mancherebbe, alcuni addirittura consigliati come buona norma dietetica. Ma attenzione: dobbiamo sempre ricordarci cosa ci attende “dopo”. Se il pranzo lo stiamo facendo in autogrill, e ci volgiamo rimettere in marcia subito: beh, meglio evitare. Se, invece, stiamo parlando della cena con amici, allora ci si può organizzare in diversi modi: quello più sicuro è eleggere uno “stewart” che rinunci a bere alcool, a cui affidare la guida (si può fare, magari a rotazione o a sorteggio); in alternativa si può scegliere di bere con moderazione e trattenersi a tavola qualche ora, per smaltire il più.

In concetto, non solo errato ma anche deviante, dell’essere adulto vorrebbe che si “regga bene” l’alcol. A mio avviso è molto più adulto chi è responsabile delle proprie azioni, che non chi trangugia vodka senza vomitare, per poi impugnare il volante e combinare qualche casino.
Non assumersi la responsabilità di ciò che facciamo, dei rischi cui andiamo incontro, è un atteggiamento infantile, non da adulti.
PS: io non amo i superalcolici, ma mi piace molto la birra. Bevete responsabilmente!

domenica 31 agosto 2008

Mens sana in...

I veicoli sono condotti dall’uomo, e l’uomo non è infallibile.
Oltre a tutti gli errori di valutazione che ci possono capitare (nell’impostare una curva, nel valutare la distanza o la velocità di un veicolo che sopraggiunge…), oltre alla distrazione, o alla dimenticanza di alcune procedure (controllare lo specchietto, indicare la direzione…) ci sono errori di comportamento: i più evidenti sono l’uso e l’abuso di alcool o sostanze stupefacenti, il mancato rispetto delle regole e via così. Ma tra gi errori del comportamento ve n’è sicuramente uno tenuto in scarsissima considerazione: la propria condizione psicofisica.

Un esempio banale: si usa spesso, al termine della villeggiatura, fare una cena o una festa di saluto.
Nel corso di questa festa si alza magari un po’ il gomito, o si mangia in abbondanza, si fanno le ore piccole e, magari, il mattino presto ci si deve alzare per mettersi in viaggio: 2-300 o forse più km d’autostrada, conducendo l’auto al di sotto delle nostre capacità psico-fisiche. Le conseguenze, poi, le leggiamo sui giornali: spesso, però, le potranno leggere solo gli altri.
E’ molto importante non mettersi al volante quando si è stanchi, o quando la digestione è laboriosa: la mancanza di risorse (o la loro insufficienza) da devolvere alla guida può portarci ad un incidente che, diversamente, non faremmo.
Comprendo benissimo chi vorrà replicare “nemmeno più una grigliata di pesce prima di lasciare il villaggio?”. Ma io non ho detto questo.
Innanzitutto coscienza delle proprie condizioni e dei vincoli. Se devo guidare a lungo domani, questa sera dovrò evitare l’abbuffata: non posso non sapere che domani ho tanta strada davanti a me. Oppure devo programmare il mio rientro qualche ora più tardi: così farò festa quanto voglio, domattina dormirò con calma e partirò magari nel pomeriggio, dopo un pranzo nutriente ma leggero. Anzi, meglio: dopo un pranzo leggero che integrerò con alcune soste in autogrill (naturalmente tutto dipende dal viaggio che dobbiamo affrontare). Un grosso errore: programmare il rientro dalle ferie a ridosso della ripresa del lavoro. Meglio cercare date che ci permettano di evitare i grandi esodi, e che ci concedano una o due giornate per riambientarci, una volta a casa.
Porterò spesso esempi e aneddoti capitati a me, vissuti in prima persona o riferitimi da conoscenti.

Una bella donna di mia conoscenza, in difficoltà economiche, ha scelto di trascorrere le ferie lavorando presso un albergo al mare (non farò riferimenti, ovviamente): in quel mese, rinunciando a tutti i riposi, contava di racimolare una somma che le permettesse di tirare avanti ancora un po’, mentre cambiava il proprio lavoro abituale, con uno più redditizio.
Finì di lavorare all’albergo la sera prima di rincasare: poté andare a dormire che era già passata la mezzanotte, ed il mattino dovette alzarsi preso per preparare le valigie e partire; il giorno dopo essere arrivata a casa, doveva riprendere a lavorare. Così si mise in macchina in condizioni di fortissimo stress, e non riuscì a fare che un centinaio di km… perse il controllo dell’auto, e finì fuori strada. Poche botte per lei ed il figlio, ma i danni alla carrozzeria dell’auto, il carroattrezzi ed il treno per rincasare… gli costarono molto più di quanto avesse racimolato in quel mese di ininterrotta fatica: e ancora deve ringraziare la buona stella, di non aver subito conseguenze gravi.